- Bisognerà ricominciare tutto daccapo...
- Perché?
- Mi sembra che abbiamo dato una strana impressione con questa tematica del “masochismo letterario”...
- Hai ricevuto, per caso, delle lettere minatorie?
- Forse siamo partiti male, ecco tutto...
- Però la ragazza con la cerniera sulla schiena è, come dire, maledettamente sexy!
- Lo sapevi che l'ho trovata sul sito del Sacher Masoch Festival? E' in Austria, credo...
- Stai scherzando...
- Niente affatto. Ovviamente in Italia non vedremo nulla del genere. Sai che risentimento di popolo!
- Un Urrà per la cerniera austriaca!
- Riprendiamo il discorso sulla sofferenza da più lontano, va bene?
- Per esempio?
- Ci sono almeno un milione di testi letterari da cui potremmo attingere, non ti pare? Chiediamo ai bloggers di aiutarci a catalogarli, faremo un bel po' di Bouvard & Pecuchet...
- Buvar de' che'?
- Lascia perdere...Comincia tu.
- Giusto perché soffro più di te, sadico come sei! Bene, per cominciare...Vediamo, direi...Kafka!
- Banale, ammettilo. Comunque sia non sono un sadico.
- Soltanto un sadico può architettare un post come “Masochismo e letteratura”! Un masochista avrebbe fatto probabilmente il contrario.
- E' la tua occasione, allora.
- E poi guarda che Kafka (“K.” per citare Calasso) non è un riferimento così scontato riguardo al tema in questione...
- Citami la fonte, il testo, il...
- Punizioni, ti basta? Il titolo è perfetto.
- Anche qui però, caro amico, ti affidi alle apparenze di un'editoria a caccia di facili effetti. Che ne dici, piuttosto, di quel piccolo capolavoro di sofferenza che è La lettera al padre?
- Confesso che mi hai stupito, in effetti...Lacerato, ne sento ancora i segni.
- Chi fa soffrire uno scrittore più di suo padre?
- Sua madre?
- Allora si va per le lettere di Simenon a sua madre...pubblicate da Adelphi? Perlustreremo il senso di colpa filiale? Guarderemo nel secrètaire di uno scrittore quasi seriale, ingannevolmente seriale, maternamente seriale?
- Non ti seguo più, mi sono perso nella serialità.
- E perchè non il buon Kierkegaard con la celebre “spina nel fianco” che fa tanto male e stilla ancora oggi qualche goccia di sangue?
- Maestro, non son degno della tua mensa...
- E' quasi una bestemmia, ma ti perdono dato che detesto Ratzinger.
- Lui legge soltanto Agostino e Origene...Padri della Chiesa! E poi ci suona sopra Mozart, che scriveva cose del genere "adoro il tuo culetto merdoso" a sua cugina...
- Sofferente come non mai nelle Confessioni, comunque, Sant'Agostino; ma del secondo che citavi non conosco nulla.
- Non ti sei perso molto, credo, a parte alcune gerarchie angeliche d'indubbia pietas masochista.
- Guarda, se andiamo da quelle parti, se pretendessimo di addentrarci nei meandri del cristianesimo, ci perderemmo per sempre...C'è l'apoteosi della sofferenza, l'Abisso radiografato in tutte le sue forme...
- Che furore, però, i martiri cristiani nelle arene, no? E Nerone? Eliogabalo, con contorno apoplettico di Artaud, Arbasino versione Super e i "non ricongiunti" (faccio allusione negativa, l'avrai capito, a Hoffmansthal)? Tertulliano e le pagine di Huysmans sul latino decadente...! E Salomè, poi, che corrode il desiderio di Erode...Sacrifici di qui, teste tagliate di là...E Giuditta, sulla quale adesso c'è in giro uno stupendo Mario Brelich...
- Sei onnivoro, oltre che adelphiano. Temo che soffrirai le pene dell'inferno nel limbo dei bibliomani! Però mi viene voglia, adesso, di pizzicarti il collo...
(continua)

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